Essere fluidi tra pensiero ed emozione

Laboratorio di Musicoterapia per bambini da 3 a 11 anni

­

Il laboratorio sarà condotto da Caterina Mattioli e Debora Natoli

I bambini saranno divisi in gruppi per fasce d’età

Attraverso l’uso della musica, la musicoterapia facilita e favorisce la comunicazione, l’apprendimento, la motricità, l’espressione, l’organizzazione, l’abilità cognitiva, il comportamento sociale, lo sviluppo delle risorse e delle capacità individuali.

Continua la lettura di questa pagina per scoprire il programma del laboratorio e approfondire finalità e potenzialità della musicoterapia.

Per richiedere informazioni senza impegno o procedere con l’iscrizione compila il modulo di richiesta seguente o telefonaci al 346 77 76 367.

 

Il tuo nome e cognome (richiesto)

La tua email (richiesto)

Numero di telefono

Quali informazioni vorresti ricevere?

 

 

Programma

– Utilizzo di musicoterapia attiva e recettiva
– Improvvisazioni musicali, libere o guidate, di gruppo con utilizzo della voce e di diversi strumenti
– Improvvisazioni musicali singole o di coppia
– Educazione all’ascolto di brani musicali di diversi repertori
– Giochi musicali di relazione e socializzazione
– Introduzione alla conoscenza della tastiera, con esplorazione dello strumento e dei diversi parametri musicali (ritmo, timbro, intensità, melodia, pulsazione)
– Song writing
– Movimento espressivo, utilizzo del corpo in relazione al musicale
– Ascolto di semplici brani e riproduzione di suoni, riflessioni su piccoli pensieri musicali attraverso attività grafiche, di vocalizzazione e di movimento

Obiettivi

– Sviluppare l’abilità comunicativa
– Esplorazione dell’universo sonoro
– Sviluppare le potenzialità espressive
– Costruzione di un linguaggio musicale comune
– Apprendimento e trasmissione delle strutture di base ritmico-motorie
– Educazione all’ascolto discriminato e consapevole e all’interpretazione e creazione dei messaggi sonori
– Accrescere l’autostima e l’educazione al lavoro insieme
– Utilizzo della voce collegandola alla gestualità
– Scoprire le potenzialità sonore degli strumenti musicali
– Conoscenza dei parametri musicali e delle diverse sfumature di piano/ forte/ fortissimo, lento/ veloce/ velocissimo

Finalità

– Utilizzo della musica in modo terapeutico per incoraggiare il contatto e la comunicazione
– Favorire la creatività
– Attivare le risorse, lasciando che spontaneamente i bambini agiscano, propongano, rispondano agli stimoli del terapista
– Aumentare le capacità e le competenze nella comunicazione e nella relazione con particolare riferimento al linguaggio sonoro-musicale
– Abituare ad accettare le regole, riconoscendo le proprie capacità ed i propri limiti
– Attivare e sviluppare abilità cognitive
– Stimolare l’espressione dei sentimenti per favorire la motivazione, la gratificazione e l’autostima
– Potenziare l’espressione corporea
– Affinare la capacità di ascolto

Indicazioni metodologiche

Il lavoro di musicoterapia si ispira al Modello della libera improvvisazione in musica di Juliette Alvin, al modello Nordoff-Robbins e all’Immaginario Guidato in musica elaborato da Helen Bonny, utilizzando le metodologie attive e recettive e diverse tecniche musicoterapiche

Durata

A partire dal 13 ottobre, 12 incontri di un’ora ciascuno

Dove e quando

Il venerdì pomeriggio, in Via Borgonuovo 8, Bologna c/o QE Academy

 

Logo QE Academy

 

 


Musica come medicina dell’anima

Musica e medicina, già nel mondo antico, erano una sola dimensione. Nel VI secolo a.C. i pitagorici asserivano che “l’animo è armonia” e che la musica può contribuire a ricostruire “l’armonia dell’anima”. La musica quindi come strumento di purificazione interiore (catarsi), “musica come medicina dell’anima” che possiede altresì, una carica etica e pedagogica sino ad allora mai teorizzata.

La musicoterapia diventa poi, a partire dal XVIII (primo trattato di musicoterapia a cura del medico musicista Richard Brocklesby), una disciplina scientifica, con diversi ambiti operativi (preventivo, riabilitativo o terapeutico) e differenti modalità d’intervento.

Attraverso l’uso della musica e/o degli elementi musicali (suono, ritmo, melodia e armonia), la musicoterapia facilita e favorisce la comunicazione, l’apprendimento, la motricità, l’espressione, l’organizzazione, l’abilità cognitiva, il comportamento sociale, lo sviluppo delle risorse e delle capacità individuali.

 

Immagine Nativi AmericaniNon ereditiamo la terra dai nostri antenati,
la prendiamo in prestito dai nostri figli.
(Proverbio dei nativi americani, tribù sconosciuta)

 

La musicoterapia può essere attiva (suonare), recettiva (ascoltare) o integrata alla psicoterapia.

La musicoterapia attiva prevede che l’interazione tra musicoterapeuta e paziente avvenga tramite la produzione diretta di suoni utilizzando la voce, gli strumenti musicali o dei semplici oggetti.

La musicoterapia recettiva invece, è basata sull’ascolto di brani musicali con l’ausilio di riproduttori in cui al paziente viene attribuita una certa attività nella percezione, immaginazione ed elaborazione delle musiche proposte.
La disciplina musicoterapica è applicabile praticamente a tutti i quadri psicopatologici, a tutti i disadattamenti psicosociali e a tutte le forme di ritardo dello sviluppo, poichè il linguaggio che più di ogni altro è in grado di offrire modi efficaci e più autentici di “stare con”, è la musica, per la sua capacità di mettere in relazione le persone, con quello che sono e con quello che hanno, indipendentemente dalle loro capacità di esprimersi, soprattutto quando le relazioni, come spesso accade nella disabilità, sono interrotte o problematiche.

I suoni, associati ai movimenti corporei, mirano a condurre il paziente o il gruppo, il più vicino possibile a quello che effettivamente egli è, oltre la malattia, l’handicap psicofisico, il disagio, permettendogli di comunicare.

Rilevante è la figura del musicoterapeuta, un professionista che, per poter applicare i benefici della musica, deve avere conseguito una formazione professionale specifica.

Il musicoterapeuta è un esperto del linguaggio non verbale ed è il mezzo attraverso il quale un paziente si apre e “tira fuori” le proprie emozioni.